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La ghisa e i trattamenti per proteggerla.

Il “ferraccio”, ecco come veniva chiamata nei secoli passati. La minore qualità e la peggiore lavorabilità rispetto all’acciaio dolce di questa lega ferro-carbonio, che si ottiene per riduzione o trattamento a caldo dei minerali di ferro, le ha affibbiato questo appellativo dispregiativo.

La ghisa però ha delle caratteristiche che la rendono molto utile:

  • La sua produzione risulta economica;
  • Presenta una elevata resistenza all’usura;
  • Ha una buona lavorabilità con le macchine utensili;
  • Presenta una resistenza meccanica paragonabile a quella dell’acciaio;
  • Consente la realizzazione di forme molto complesse tramite la semplice fusione;
  • Presenta una durezza e una resistenza elevate alla compressione;
  • Ha un’ottima colabilità.

Per tutti questi motivi l’utilizzo della ghisa ha preso sempre più spazio nelle realizzazioni meccaniche.

Gli agenti ossidanti atmosferici, però, sono il nemico numero uno dei materiali ferrosi, e la ghisa, con le sue geometrie complesse, deve essere protetta con trattamenti più efficaci di quelli tradizionali, come verniciatura e zincatura lamellare.

I limiti di questi trattamenti e le criticità nel risultato finale risultano ormai evidenti: la scarsa resistenza all’usura meccanica della prima e il residuo creato dalla seconda, che vanifica l’adesione dello zinco al materiale, hanno spinto verso innovazioni più efficaci per il trattamento della ghisa.

Ecco quindi quali trattamenti sono possibili per proteggerla.

LA ZINCATURA SU GHISA

La zincatura elettrolitica agisce per elettrodeposizione: viene infatti applicato un rivestimento di zinco sulla ghisa per proteggerla dalla corrosione, dalla ruggine e dall’ossidazione.

L’oggetto viene immerso in un bagno galvanico con zinco acido in cui è attivata la corrente elettrica che permette il deposito dello zinco sulla ghisa. Il rivestimento di zinco, al contatto con gli agenti atmosferici o altri elementi, verrà corroso e consumato al posto della ghisa stessa, che risulterà quindi protetta. Lo zinco, infatti, essendo meno elettronegativo, diventa l’anodo sacrificale nella corrosione elettrolitica.

GT Galvanotecnica propone inoltre una ulteriore protezione con una passivazione (o cromatazione) che migliora la resistenza alla corrosione e la finitura estetica, e, su richiesta, è possibile applicare un ulteriore top coat organico o inorganico allo stesso fine.

ZINCO NICHEL O ZINKEL® SU GHISA

Un altro trattamento per la ghisa è lo Zinco Nichel o Zinkel®, marchio registrato da GT Galvanotecnica, che presenta numerosi benefici:

  • Ha una durezza superficiale elevata (oltre 500 HV), per cui non ci sono rischi di danneggiamento da graffi o abrasioni esterne. Inoltre, lo spessore di 10 microns garantisce circa 1000 h di resistenza sul metallo base, secondo DIN 50021 SS, e quindi un’alta resistenza alla corrosione.
  • Aumenta la resistenza meccanica e la resistenza alla corrosione nelle geometrie complesse e nelle zone difficilmente raggiungibili.
  • Ottiene una elevata durezza superficiale e migliore adesione al substrato. Di conseguenza, non presenta quindi alcun residuo nei filetti e nelle cavità, pur mantenendo le stesse performance di corrosione.
  • Offre una brillante finitura estetica durevole nel tempo anche in condizioni ambientali difficili.  
  • E’ possibile una ulteriore integrazione con prodotti nanotecnologici che proteggono il deposito e le parti con forme complesse (fori profondi, fori ciechi e cavità, ecc.). Durante le fasi di stoccaggio del materiale questo intervento garantisce un’aggiunta protezione galvanica dall’ossidazione.
GT GALVANOTECNICA APPLICA LO ZINCO NICHEL ACIDO O ZINKEL® a queste tipologie di ghisa :
  • Ghisa grigia o lamellare;
  • Ghisa duttile;
  • Ghisa malleabile;
  • Ghisa bianca;
  • Ghisa “G25”.

Per qualsiasi ulteriore informazioni i nostri tecnici sono a disposizione dei clienti.

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